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Perdere una persona cara è già di per sé un peso enorme. Trovarsi poi a dover affrontare le spese per il funerale, spesso nell'arco di pochi giorni, aggiunge alla tristezza anche una preoccupazione concreta di tipo economico. Quello che non tutti sanno è che lo Stato italiano riconosce una forma di sostegno fiscale: la detrazione delle spese funebri.

Si tratta di un'agevolazione prevista dalla normativa IRPEF che consente di recuperare una parte di quanto speso, direttamente nella dichiarazione dei redditi.

Questo articolo nasce con l'intento di spiegare in modo chiaro come funziona, a chi spetta, quali spese rientrano e come muoversi in modo corretto per non perdere il beneficio.

Quali spese funebri sono detraibili?

La normativa fiscale italiana — in particolare l'art. 15, comma 1, lettera d) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) — riconosce la detraibilità delle spese funebri sostenute in occasione del decesso di una persona. Ma attenzione: non tutte le voci di spesa rientrano automaticamente nel beneficio.

Sono generalmente considerate detraibili le spese strettamente legate all'evento funebre, tra cui:

  • Le onoranze funebri vere e proprie (bara, allestimento, servizio di pompe funebri).
  • Il trasporto della salma.
  • La cerimonia funebre (religiosa o civile).
  • La sepoltura o la cremazione.
  • L'acquisto e la posa della lapide o del monumento funebre.
  • I fiori, se inclusi nel servizio funebre e fatturati dall’impresa funebre come parte integrante della prestazione.

Vale la pena sottolineare un aspetto che spesso genera confusione: le spese cimiteriali sono detraibili quando sono direttamente connesse al funerale e documentate nella fattura dell'impresa funebre.

Rientrano quindi nel beneficio anche i costi per la lapide e per la concessione del loculo, a condizione che siano stati sostenuti in relazione all'evento funebre e non in anticipo rispetto ad esso.

Sono invece escluse dalla detrazione alcune voci accessorie o anticipate:

  • Le spese sostenute prima del decesso, come l'acquisto preventivo del loculo (le cosiddette spese di previdenza funeraria).
  • I costi di estumulazione o esumazione eseguiti in momenti successivi alla sepoltura.
  • Le spese per catering o altri servizi legati al dopo-funerale.

Un esempio pratico: se una famiglia spende 2.800 euro in totale, di cui 2.200 per il servizio dell'agenzia funebre (inclusa lapide e trasporto) e 600 per un pranzo di commemorazione, solo la prima parte potrà potenzialmente rientrare nel calcolo della detrazione.

Le regole della detrazione per spese funebri nel 2026

La detrazione per spese funebri è pari al 19% delle spese sostenute, calcolata su un importo massimo di 1.550 euro per ciascun decesso. Ciò significa che il beneficio fiscale massimo ottenibile è di 294,50 euro (19% di 1.550 euro), indipendentemente da quanto si è effettivamente speso.

Non esistono aggiornamenti normativi specifici per il 2026 che modifichino i parametri della detrazione rispetto agli anni precedenti: la soglia rimane fissata a 1.550 euro per evento funebre, come stabilito dal TUIR e confermato dall'Agenzia delle Entrate anche attraverso la Circolare n. 7/E del 2021 e i chiarimenti successivi (Circolare n. 14/E del 2023). Alcuni aspetti meritano però di essere chiariti bene.

Il limite vale per ogni decesso, non per anno. Se nello stesso anno si sostengono le spese per due funerali distinti, il tetto di 1.550 euro si applica a ciascun evento separatamente: il totale detraibile sale quindi a 3.100 euro e la detrazione massima complessiva può arrivare a 589 euro.

Non è necessario essere parenti del defunto. Dal 2016 (Legge di Stabilità n. 208/2015) la detrazione spetta a chiunque abbia sostenuto effettivamente la spesa, anche in assenza di un vincolo di parentela con il defunto. È il pagamento a fare la differenza, non il grado di parentela.

La detrazione si riduce oltre una certa soglia di reddito. Per i contribuenti con reddito complessivo fino a 120.000 euro, il beneficio spetta per intero.

Per chi supera questa soglia, la detrazione si riduce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento di 240.000 euro.

Inoltre, per il modello 730/2026 (relativo all'anno d'imposta 2025) trova applicazione il nuovo meccanismo del quoziente familiare introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 16-ter TUIR, L. n. 207/2024), che fissa un tetto complessivo alle spese detraibili per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro. Chi si colloca al di sotto di tale soglia non è interessato da questa novità.

Quando la spesa è divisa tra più persone

È molto comune che i costi del funerale vengano divisi tra più figli o altri familiari. In questi casi, il limite dei 1.550 euro rimane unico per tutto l'evento: non si moltiplica in base al numero di chi contribuisce. Ciò significa che ciascuno potrà detrarre solo la propria quota, proporzionalmente a quanto ha effettivamente versato.

Facciamo un esempio: il funerale di un genitore costa 3.100 euro e la spesa viene divisa a metà tra due figli. Ognuno paga 1.550 euro, ma il tetto detraibile complessivo è comunque 1.550 euro totali (non 1.550 per ciascuno).

La base di calcolo si divide: ogni figlio potrà detrarre il 19% di 775 euro, pari a circa 147 euro ciascuno.

Come calcolare la detrazione e compilare il modello 730

Calcolare l'importo da inserire nella dichiarazione dei redditi non è complicato, ma richiede attenzione. La detrazione si ottiene applicando il 19% alla spesa effettivamente sostenuta, con un tetto massimo di 1.550 euro per funerale.

Se si è sostenuta l'intera spesa da soli e questa è superiore a 1.550 euro, la base di calcolo è comunque 1.550 euro. Se invece si è partecipato alla spesa insieme ad altri, si inserisce solo la quota effettivamente pagata, come abbiamo già visto negli esempi precedenti.

Per quanto riguarda il modello 730, le spese funebri vanno indicate nel Quadro E, righi E8-E10, con il codice 14. In caso di più funerali nello stesso anno, è necessario compilare un rigo separato per ciascun evento.

Se si utilizza il 730 precompilato, l'Agenzia delle Entrate può aver già caricato le spese comunicate dall'agenzia funebre.

Tuttavia, questo caricamento automatico riguarda solo i dati trasmessi dall'impresa funebre e non include necessariamente tutte le voci (come quelle per lapidi o fiori acquistati separatamente).

È quindi buona norma verificare sempre i dati precompilati e, se necessario, integrarli manualmente.

Nella compilazione assistita, il contribuente deve indicare:

  • Nel campo "Quota sostenuta": l'importo che ha effettivamente pagato.
  • Nel campo "Importo complessivo": il totale delle spese per quel decesso, comprensivo di eventuali quote pagate da altri.

Sarà poi l'Agenzia delle Entrate a calcolare automaticamente la detrazione spettante, tenendo conto del tetto massimo di 1.550 euro.

La documentazione va conservata per almeno cinque anni dalla presentazione della dichiarazione, in caso di eventuali controlli.

Come pagare le spese funebri per avere diritto alla detrazione

Questo è forse l'aspetto più trascurato, eppure determinante. Dal 2020, la detrazione IRPEF sulle spese funebri spetta esclusivamente se i pagamenti sono stati effettuati con strumenti tracciabili.

Il pagamento in contanti, anche se documentato da regolare fattura, non dà diritto alla detrazione.

Sono considerate modalità di pagamento valide:

  • Bonifico bancario o postale.
  • Carta di credito o di debito.
  • Assegno bancario o circolare.

Il bonifico è in assoluto la modalità più sicura, sia perché garantisce piena tracciabilità, sia perché la causale del versamento può riportare esplicitamente il riferimento all'evento funebre.

Anche il pagamento con carta è perfettamente valido, purché l'estratto conto o la ricevuta della transazione venga conservato insieme alla fattura.

Gli errori più comuni da evitare

Molte persone perdono il diritto alla detrazione non per mancanza di spese detraibili, ma per errori formali evitabili. I più frequenti sono:

  • Pagamento in contanti. Come detto, è il principale motivo di esclusione dal beneficio. Anche se l'importo è modesto e la fattura è in regola, il contante non conta ai fini della detrazione fiscale.
  • Fattura intestata alla persona sbagliata. La fattura deve essere intestata a chi ha effettivamente sostenuto la spesa. Se la fattura è intestata a un familiare ma il pagamento è stato fatto da un altro, è necessario che sulla fattura venga annotata la dichiarazione di ripartizione della spesa, firmata dall'intestatario. In assenza di questa annotazione, chi ha pagato non può detrarre la propria quota.
  • Mancata conservazione della documentazione. Non basta avere la fattura: è necessario conservare anche la prova del pagamento tracciabile (ricevuta del bonifico, estratto conto della carta, ecc.).
  • Superamento del limite. Se la spesa complessiva supera i 1.550 euro, non è un errore, ma è bene sapere che la parte eccedente non darà alcun beneficio aggiuntivo.

Il caso della fattura intestata a una persona diversa

Può capitare che il funerale venga organizzato e pagato da una persona, ma la fattura risulti intestata a un'altra.

In questo caso, è possibile comunque beneficiare della detrazione, a patto che sulla fattura sia presente un'annotazione firmata dall'intestatario che certifica la ripartizione o il concorso alla spesa da parte di altri soggetti.

Ogni persona coinvolta deve conservare una copia della fattura con tale annotazione.

FAQ

Le spese funebri pagate in contanti sono detraibili?

No. Dal 2020, la normativa fiscale italiana richiede che le spese funebri siano pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta, assegno) per poter essere detratte nella dichiarazione dei redditi. Il pagamento in contanti, anche se accompagnato da regolare fattura, non consente di accedere alla detrazione IRPEF del 19%.

Qual è il limite massimo di detrazione per le spese funebri nel 2026?

La soglia di spesa su cui si calcola la detrazione è di 1.550 euro per ciascun decesso. Il beneficio fiscale massimo è quindi di 294,50 euro (il 19% di 1.550 euro). Il limite si applica all'intero evento funebre: se più persone partecipano alla spesa, il tetto non si moltiplica e la detrazione viene ripartita tra i soggetti in proporzione a quanto versato da ciascuno.

Le spese funebri pagate dal conto del defunto sono detraibili?

Non è possibile intestare la fattura al defunto, perché la detrazione spetta solo a persone fisiche viventi che abbiano effettivamente sostenuto la spesa. Se il pagamento viene effettuato attingendo al conto corrente del defunto (previa autorizzazione bancaria e accordo tra gli eredi), la fattura deve essere intestata all'erede che ha disposto il pagamento. In quel caso, sarà quest'ultimo a poter detrarre la spesa nella propria dichiarazione dei redditi. È fondamentale che la transazione sia tracciabile e che la fattura riporti i dati del soggetto vivente che ha gestito il pagamento.

Informazioni e assistenza

Conoscere le regole della detrazione per spese funebri può fare la differenza al momento della dichiarazione dei redditi: 294,50 euro non sono una cifra enorme, ma in un momento già difficile anche un piccolo rimborso IRPEF ha il suo valore. L'importante è agire con attenzione fin dal momento del pagamento:

  • scegliere strumenti tracciabili,
  • assicurarsi che la fattura sia intestata correttamente,
  • e conservare tutta la documentazione.

In un momento delicato come la perdita di una persona cara, molte famiglie hanno bisogno non solo di sostegno emotivo, ma anche di una guida concreta nella gestione delle pratiche burocratiche.

L'Agenzia Gatti di Crema, presente sul territorio da anni come punto di riferimento per le famiglie della zona, è a disposizione per supportare i propri clienti anche in queste situazioni, con chiarezza e rispetto. Per ulteriori informazioni sui servizi offerti, è possibile visitare il sito ufficiale.

Le informazioni contenute in questo articolo si basano sulla normativa fiscale vigente (TUIR, art. 15 c. 1 lett. d), sulle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate e sulle circolari di riferimento (n. 7/E/2021, n. 14/E/2023). Per situazioni specifiche o dubbi nella compilazione della dichiarazione dei redditi, si consiglia di rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato.

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Desideriamo mettere la nostra esperienza e professionalità al servizio delle persone colpite da un lutto, occupandoci di tutte le pratiche amministrative conseguenti al decesso, in modo che i cari del defunto risultino sgravati da tali incombenze e possano dedicarsi solo alla cura del proprio dolore.
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